Un murale per dire no all'omofobia: l'istituto Checchi scende in campo contro le discriminazioni

Un momento dell'inaugurazione

E' stato inaugurato giovedì 10 giugno alla presenza dell'assessore regionale all'istruzione Alessandra Nardini il murale realizzato dalla Scuola di Moda dell'istituto “Arturo Checchi” in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia. L'opera, intitolata “Liberamente”, trae spunto dalla danza di Matisse e rappresenta la volontà di studenti ed insegnati di schierarsi contro ogni forma di discriminazione.

Ad accogliere l'assessore Nardini, giunta per inaugurare l'opera, il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli, la vicesindaco Emma Donnini e le tre dirigenti scolastiche Genny Pellitteri dell'istituto Checchi, Maria Elena Colombai della Direzione Didattica e Marinella Pascale dell'istituto comprensivo Montanelli-Petrarca. Durante la presentazione sono intervenuti tutti gli attori che hanno partecipato al progetto, gli studenti e gli insegnanti che hanno collaborato (Alessia Rossini foto e montaggio video, Erika Caldesi e Sara Mastrati direzione artistica e grafiche, Rossella Mangini e Elena Desideri referenti del progetto, Mariatonietta Belardo e Piera di Gregorio collaboratori del progetto) a sottolineare l'importanza di affrontare con i ragazzi temi delicati come quelli legati ai diritti civili.

“La scuola deve formare bravi studenti e brave studentesse, dar loro le competenze per crescere ed inserirsi nel mondo del lavoro ma deve anche formare i cittadini e le cittadine di domani – commenta l'assessore regionale all'istruzione Alessandra Nardini - e proprio da qui nasce il cambiamento di cui abbiamo bisogno. La scuola deve essere il luogo dell'uguaglianza, delle pari opportunità, dove gli stereotipi si abbattono e si educa al rispetto dell'altro e delle differenze. Questi temi e questi progetti devono divenire parte integrante del percorso formativo, non esserne delle eccezioni, perchè i problemi legati alla violenza, al bullismo e alla discriminazione si prevengono proprio educando i ragazzi, rispondendo alle loro domande, ai loro dubbi e anche alle loro curiosità. Viviamo in una società in cui ognuno dovrebbe sentirsi libero di essere sé stesso ma ancora purtroppo non è così, anche se credo che la strada dei diritti si stia pian piano percorrendo e sono proprio i ragazzi a mostrarci la via”.