Lotta alla processionaria del pino

Che cos'è

La Processionaria del Pino (nome scientifico: Traumatocampa pityocampa) è un insetto che vive su tutte le specie di pino, su cedri ornamentali e, seppure raramente, anche su altre conifere, quali l’abete rosso e la douglasia. 
Il ciclo vitale di una processionaria si suddivide in quattro fasi: uovo, larva o bruco (fase giovanile durante la quale si alimenta mangiando le foglie), crisalide (fase di trasformazione da larva a farfalla), adulto o farfalla. 
Durante l’estate (luglio-agosto) le femmine adulte depongono sui rami più giovani le uova, dalle quali a fine stagione escono le larve neonate. Queste si nutrono degli aghi, scheletrizzandoli, e si riuniscono tra loro costruendo sui rami nidi sempre più grandi. 
All’inizio dell’inverno le larve formano il nido definitivo, all’interno del quale si proteggono dai freddi invernali. 
Quando la temperatura ambientale diventa più mite, indicativamente tra marzo e aprile, le larve escono dai nidi, scendono in processione (da qui il nome) lungo il tronco degli alberi per raggiungere un luogo adatto dove interrarsi e formare la crisalide. In questo stadio avviene la trasformazione da bruco a farfalla. Tra la fine di giugno e l'inizio di settembre dalle crisalidi fuoriescono gli adulti che danno vita a una nuova generazione. Le larve mature hanno il dorso ricoperto di peli urticanti, che possono essere facilmente liberati nell’aria e trasportati dal vento. Proprio per questo la Processionaria del Pino può arrecare danni alle piante e causare a persone ed animali a sangue caldo reazioni epidermiche ed allergiche.

Cosa danneggia 

Le larve di processionaria si nutrono della vegetazione delle piante ospiti. Raramente il danno prodotto da questi insetti è tale da pregiudicare la sopravvivenza degli alberi che però, in caso di grande concentrazione di larve, risultano indeboliti e quindi maggiormente soggetti a ulteriori attacchi di parassiti secondari. 
Questi possono danneggiare i tessuti interni del tronco o dei rami principali, con conseguente rischio di cedimenti strutturali. 
Negli ultimi stadi della loro crescita le larve di processionaria sono provviste di peli urticanti, che possono essere trasportati dal vento e depositati sulla pelle, oppure essere respirati. Le reazioni infiammatorie possono essere anche gravi, soprattutto sui bambini o gli animali da compagnia, che incautamente vengono a contatto con le larve.

Come si combatte

Per la lotta alla processionaria occorre intervenire in diversi momenti dell'anno. 

INVERNO - Tra dicembre e febbraio è il periodo in cui ci si accorge della presenza dell'insetto, quando sono ben visibili sulla chioma i nidi di colore bianco formati dalle larve. L’unico intervento efficace in questo momento è l’asportazione tempestiva dei nidi. Questa operazione è molto delicata e deve essere svolta da ditte specializzate. 
Sparare ai nidi, contrariamente a quanto si crede, è una pratica totalmente inutile, oltre che pericolosa. L’impatto dello sparo può provocare infatti la fuoriuscita e la dispersione dei peli urticanti contenuti all’interno del nido. 

PRIMAVERA - All'inizio della primavera, quando si possono osservare con particolare frequenza le processioni di larve lungo i tronchi o sul terreno, occorre evitare di avvicinarsi o di cercare di raccogliere o uccidere i bruchi con mezzi inadeguati (scope, rastrelli..). 

A FINE ESTATE - Questo è il periodo in cui possono essere impiegati insetticidi contro le larve. I trattamenti devono essere eseguiti da ditte specializzate che impiegano preparati microbiologici del tutto innocui per l'uomo, i vertebrati e gli insetti utili in genere. Gli interventi messi in atto non possono tuttavia evitare il ripresentarsi in futuro di nuove infestazioni ma ne contengono la diffusione e, di conseguenza, l'azione dannosa.

Precauzioni da adottare

In presenza di larve di processionaria è necessario evitare il contatto con i peli urticanti. Queste le principali precauzioni da adottare: 

  • evitare la permanenza in prossimità delle piante o delle zone infestate, possibilmente impedendo l’accesso all’area e collocando segnali di pericolo 
  • prima di avvicinarsi alle piante, proteggersi il corpo con tuta, guanti, occhiali e mascherina 
  • evitare di asportare i nidi dagli alberi con mezzi non idonei (bastoni o sassi) e di raccogliere le larve dal terreno con le mani, con la scopa o con il rastrello 
  • lavare accuratamente frutta e verdura coltivata vicino alle piante infestate, prima di mangiarla 
  • se è necessario tagliare l’erba sotto le piante, bagnare abbondantemente il terreno prima di eseguire l’operazione 
  • in caso di contatto accidentale con larve o nidi, è comunque necessario lavare a temperatura elevata (60°C) gli indumenti e fare tempestivamente una doccia, evitando di grattarsi.

Interventi e segnalazioni

Il Servizio Ambiente, attraverso una ditta specializzata, programma durante l'anno una serie di interventi di monitoraggio e di trattamento delle chiome. Sulla base di segnalazioni di cittadini o pubbliche autorità, il Servizio Ambiente richiede l’intervento della ditta specializzata anche su aree pubbliche o in edifici pubblici.