Gli studenti dell'istituto Montanelli-Petrarca protagonisti di una campagna contro la violenza di genere

Foto campagna grafica

Una campagna grafica contro la violenza di genere. E' il risultato del percorso artistico ideato e diretto dalla regista Firenza Guidi con gli studenti dell’istituto comprensivo Montanelli-Petrarca, che ha coinvolto le classi di seconda media durante i mesi di febbraio e marzo e che viene presentato a Fucecchio. Superando le difficoltà legate all’emergenza sanitaria, e quindi l'impossibilità di una restituzione in presenza, il lavoro realizzato dai ragazzi è mostrato su grandi manifesti di 6x3 metri esposti in piazza La Vergine, in via Taviani e in via Fucecchiello.

Tra arte, teatro e scrittura creativa il progetto si configura nel filone Donne, Storia, Memoria, che vede una ricerca ed un impegno civile oltreché artistico al quale Firenza Guidi si dedica con dedizione da anni, e si colloca nel quadro della rassegna Sherazade legata alle iniziative per la giornata internazionale della donna. 8 marzo, 8 classi di seconda media, 8 studentesse scelte e 8 frasi potenti scritte da ogni classe.
Il percorso laboratoriale, creato ad hoc per gli studenti e le studentesse delle scuole medie (in particolare le classi seconde), ha cercato di esplorare, in maniera semplice, non giudicante e partecipativa, il tema complesso e spinoso della violenza di genere, violenza domestica e violenza interpersonale come prassi quotidiana. Nella prima parte del progetto i ragazzi, seduti sul palcoscenico del Teatro Pacini, hanno assistito alle scene con gli attori diretti da Firenza Guidi, dopodichè sono diventati registi dirigendo essi stessi gli attori e riflettendo sull'efficacia comunicativa delle proprie scelte creative. I loro commenti sono poi stati trascritti durante il laboratorio ed elaborati in classe con gli insegnanti come scrittura creativa.

“Partendo dalla convinzione che il rispetto è un diritto e un dovere di ciascuno nei confronti di tutti gli esseri viventi oltre che dell'ambiente in cui viviamo – spiega Firenza Guidi - le domande che hanno animato la riflessione sono state: quanti tipi di violenza conosciamo? È sempre facile riconoscere la violenza? Ci sono dei tipi di violenza che non lasciano segni evidenti agli occhi degli altri ma non per questo meno profondi? Come possiamo imparare a riconoscere la violenza? Come possiamo rimanere vigili e far si che non succeda a noi o a persone a noi care? L'accento è stato posto sul gioco, sulla partecipazione, sulla scrittura creativa, sulla riflessione e sull’ascolto degli altri oltre che sulla visione di brevi scene presentate dagli attori. Il percorso – conclude - ha voluto sensibilizzare i giovani alle numerose sfaccettature in cui si può manifestare la violenza per poterla riconoscere ed opporre, nel rispetto tra i generi, le culture, le diversità e contro ogni tipo di stereotipo”.