Enzo Fabiani, scrittore

Enzo Fabiani, poeta, narratore e giornalista, nacque nel 1924 a Torre (Fucecchio), dove tornava saltuariamente per rivedere i boschi delle Cerbaie e il Padule, luoghi che rimasero a lui sempre cari e che tornarono spesso come sfondo e ispirazione dei suoi racconti e delle sue poesie.
Aveva lasciato il paese natale negli anni Sessanta per trasferirsi a Milano, dopo aver frequentato gli ambienti culturali fiorentini. A Milano, dove Salvatore Quasimodo lo aveva aiutato a trovare lavoro, fu a lungo giornalista presso il settimanale “Gente”, curando il settore letterario e artistico e pubblicando migliaia di articoli, grazie ai quali fu nominato Commendatore della Repubblica.
Al contempo si mise in luce come poeta e nel 1964 si era già aggiudicato il Premio Cervia per la poesia. A Fucecchio presso il Circolo Culturale Il Poggio presentò la sua raccolta di poesie, “Nomen”, con interventi di Piero Malvolti, Carlo Betocchi e del teologo don Divo Barsotti. Dopo “Nomen” pubblicò altre raccolte poetiche: “Le ferite”, “Beati gli amori”, “Nel canto del fuoco”, “L’Ordinotte”, “La sposa vivente”, “Il trono d’ombra”, poi confluite nel libro in cui sono reperibili tutte le sue opere: “Il cammino e la pietà”, contenente poesie scritte dal 1954 al 1999, editore Connect. Morì a Milano nel 2013.

Di lui hanno scritto critici e poeti come Giorgio Caproni, Carlo Betocchi, Giuseppe Prezzolini, Mario Pomilio, Silvio Ramat, Divo Barsotti, Giacinto Spagnoletti.

Poeta di profonda ispirazione religiosa, Fabiani diceva di sé: "Le mie “dramatis personae” e i miei “spiritati” possono sembrare arditi, ma sono mendicanti ossessionati dal ricordo, più che dalla presenza di Dio. Di me direi piuttosto che, pur essendo uno smarrito e infelice tra i “raggi di tenebra” della vita non oso non credere."